Marco Ambrifi

Le parole sono la mia strada, le storie la mia destinazione.

L’autostima che va e viene: imparare a non sentirsi sbagliati

C’è una cosa che nessuno dice abbastanza: l’autostima non è una linea retta. È una marea.

Ci sono giorni in cui ti svegli e ti senti capace, brillante, quasi invincibile.

Altri in cui basta una frase detta male, una foto sui social, un confronto involontario e ti senti minuscolo.

Succede a tutti, ma ai giovani di oggi un po’ di più.

Viviamo immersi in un mondo che ti mostra solo il meglio degli altri: risultati, corpi perfetti, successi lampo, traguardi che sembrano arrivare a 20 anni o mai più.

E mentre guardi quello schermo, ti ritrovi a chiederti:

“E io?”.

La verità è semplice e spietata allo stesso tempo: ti stai confrontando con illusioni. 

E più ti paragoni, più ti senti in ritardo, fuori posto, fuori misura.

Eppure, sotto tutto questo caos, c’è una cosa che resta: tu, con le tue piccole vittorie che nessuno vede ma che ti hanno portato esattamente dove sei ora.

L’autostima non è avere tutto sotto controllo, non è piacerti ogni giorno, non è sentirti gigante anche quando ti tremano le certezze. L’autostima vera nasce quando inizi a trattarti con gentilezza, anche nei giorni in cui ti senti stanco, confuso o perso.

Nasce quando smetti di pretendere di essere perfetto e inizi a concederti il permesso di essere umano.

Ci saranno ancora giorni storti, lo sai.

Giorni in cui ti sembrerà di ricominciare da zero.

Ma non è un fallimento: è un ritmo.

È la vita, e forse il segreto è proprio questo: non cercare un’autostima invincibile, ma un’autostima flessibile, che si piega, ma non si spezza.

Perché se c’è una verità che dovresti ricordare, soprattutto quando ti senti “meno”, è questa: non devi meritare il valore che hai. Ce l’hai già.

Anche nelle giornat

Anche quando non te ne accorgi.

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